La scoperta dell’America

Nel post La mia Altrove vi avevo promesso un resoconto più dettagliato del mio viaggio nella terra del cheeseburger. Ma siccome ho la memoria di un pesce rosso me lo sono ricordato solo ora, perciò..oggi vi racconto di quando ho scoperto l’America.

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Capitolo 1: New York City

“C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile”. Simone de Beauvoir

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Quando l’aereo è atterrato, dopo 9 ore di volo, mi sentivo come se il grosso del viaggio fosse già finito. Stanca e con la schiena a pezzi, ero comunque abbastanza soddisfatta di me stessa per aver superato il volo senza particolari crisi di panico. Avevo addosso un mix di sensazioni che andavano dall’euforia alla paura. Paura di che? Dei controlli. Ragà, io non fumo, non bevo e non mi porto nemmeno il mini shampoo in valigia per non far incazzare nessuno, eppure avevo l’ansia. La sala degli arrivi del JFK sembra l’enorme ingresso di un carcere, in cui dei poliziotti con lo sguardo torvo ti fanno la stessa domanda più volte per verificare la coerenza delle tue risposte. Nemmeno quando i miei si mettevano in cerchio e mi dicevano “siediti, parliamo..” mi sentivo così in ansia. Ma a qualcuno dovevamo sembrare affidabili, poveri sempliciotti simpatici italiani, e quindi ci hanno fatto passare. Le porte di New York si sono aperte e da quel momento, per qualche giorno, non ho smesso di tenere gli occhi aperti. -Nemmeno di notte, perché avevo scoperto le repliche di Friends su un canale preso a caso ehehhe-

Dal JFK all’albergo ci sono state una serie di prime esperienze che hanno avuto un impatto ancora maggiore considerando il livello di stanchezza a cui eravamo arrivati. Autobus presi a caso, conducenti che ti sbattono le valigie come se niente fosse, una tizia che girava indisturbata con un serpente arrotolato al braccio (e il mio conseguente panico), il caldo torrido e senza senso della metropolitana di Manhattan, e poi ovviamente la perenne sensazione di trovarsi in un film. Appena arrivati eravamo distrutti, sudati, spaesati e non riuscivamo a trovare l’albergo. Eppure non facevamo altro che fare foto e video e ripetere GUARDA DOVE SIAMO!!!! Dovunque posassi lo sguardo vedevo la scena di un film del cuore. Ad ogni angolo affollato, ad ogni tramonto tra due grattacieli capivo ciò che Woody Allen diceva di questa città nel film Manhattan, del 1979: “[..]Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero”.

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E’ così. New York è una fotografia, un attimo sospeso nel tempo, in cui è ancora possibile percepire la frizzante energia degli inizi di qualcosa di grande. New York è quel posto dove vanno a sintetizzarsi tutte le ipotesi degli esseri umani, da dove partono e dove tornano tutte le idee che fanno il giro del mondo. Un posto in cui puoi sentirti estremamente solo oppure profondamente parte del sistema, come una grande indefinibile famiglia. Ma New York è pure il posto che storpia il tuo nome con mille accenti diversi, che ti fa dubitare delle tue capacità di sopravvivenza e che ti sbatte in faccia qualsiasi realtà con la forza di milioni di abitanti e di strade e di macchine e di cose. A New York puoi fare la bella vita oppure puoi ritrovarti senza niente, con la stessa facilità. Infatti ATTENZIONE! La magia di New York si manifesta solo a coloro che sono muniti di carta di credito. Se hai la carta di credito, a Manhattan qualsiasi cosa è in vendita. Servizio in camera a qualunque ora, cinema, teatri, alberghi, autista privato, club esclusivi, carrozze, guide private, giri in elicottero sulla città. Un paradiso! Ma se pensate di farcela senza credit card illimitate, se pensate di poter affrontare l’America con il vostro stanco modesto bancomat, preparatevi a grosse sorprese davanti allo sportello ATM. E non dimenticate i contanti per le mance! Lì ci tengono tantissimo, e i tipi come Mr Pink non sono visti di buon occhio.

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“Mr Pink doesn’t tip” – Reservoir Dogs, Tarantno

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Per omaggiare la grandezza della città e non esserne sopraffatti ho iniziato subito a fare liste su liste di cose da fare, da provare, da assaggiare e vedere. Ma alla fine, mi duole ammetterlo, si finisce per fare le cose da turisti. La prima volta a New York non puoi passarla a qualche spettacolo off Broadway che nemmeno capisci. La prima volta a New York devi passarla a central park, sul tetto dei grattacieli, sulla fifth avenue, sul set di qualche serie famosa. Lo devi fare perché magari è una vita che aspetti, e chissà quando ci ritornerai. Perciò in un attimo tutte quelle liste con i nomi di locali poco conosciuti o percorsi poco battuti volano fuori dal ventesimo piano, e tu ti ritrovi nel primo Starbucks che ti capita davanti, emozionata come una dodicenne perché hanno scritto il tuo nome sul bicchiere.

Se andate per la prima volta a New York non rischiate di perdervi quello speciale punto di vista tipico dello straniero. Non fatevi scoraggiare da chi critica il tipico turista. Visitare la città con gli occhi pieni di incanto vi permetterà di dare un valore speciale a quelle cosiddette “banalità”. Un po’ come fanno i giapponesi quando vengono a Roma. Fate i turisti!! Salite sul Top Of The Rock e guardate il tramonto assieme ad altre duecento persone. Fotografate più che potete!

Fatevi scrivere il nome sul bicchiere di Starbucks e andate a mangiare uno di quegli hot dog dal carrettino, pieni di salse assurde. Giratevi la città a piedi! C’è tantissimo da vedere, ma mettetevi le scarpe da ginnastica! Credetemi, vi serviranno. Andate al Museo di storia naturale a vedere gli scheletri di dinosauro, sedetevi su una panchina a Central Park, sotto la statua di Balto. Salite sulla statua della libertà e sull’Empire State Building. Camminate fino al World Trade Center e fatevi invadere dalla sensazione di vuoto là dove una volta c’erano le torri gemelle. Poi, per riprendervi dalla fatica, fate un salto al Chelsea Market per una cena veloce al The Lobster Place.. chi l’ha detto che a New York si mangiano solo cheeseburger?

New York è fatta per sconvolgere. Perché perdere tempo a cercare bellezze mediocri.. Fate i turisti e tornerete arricchiti nell’animo!!! -e con il portafogli vuoto!-

Presto online il capitolo 2: San Francisco! 

Stay tuned.

S.

 

 

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One comment

  1. […] Tornai da quel viaggio con una mole infinita di cose da dire e pochissimo tempo per farlo, così quando scrissi La mia Altrove vi promisi di raccontarvi tutto. Nel Capitolo 1 vi ho raccontato di New York, la pazza isola che sembra venuta fuori da un sogno molto disordinato. Appena si arriva non si sa da dove cominciare ad esplorare. Ma qual è il miglior modo di affrontare Manhattan? Lasciarsi trasportare dalla febbre del turista o cercare percorsi meno battuti? Scoprite come me la sono cavata in La scoperta dell’America Capitolo 1! […]

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