Miti da sfatare Vol 1. La vita da sposini

Miti da sfatare 

Chapter One

“La vita tutta rose e fiori degli sposini freschi freschi”

Lo senti dire per anni, lo leggi nelle espressioni di tua madre, nel ghigno di finta approvazione di chi ha appena ricevuto l’invito ad un matrimonio, nello sguardo basito di chi ha appena saputo che ti sei sposata e, nel tentativo inutile di smorzare la figuraccia, continua a chiederti ma come mai? sei così giovane!.

Il matrimonio è una cosa tosta. 

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Ammettiamolo, non ci si sposa quasi più. C’è stato un periodo della mia vita in cui ho pensato che il matrimonio fosse la tomba dell’amore, poi ho cambiato idea e ho cominciato a vederne sempre più i lati positivi, fin quando mi sono totalmente convinta che era quello che davvero volevo dalla mia relazione. Ma durante tutto questo processo di evoluzione e consapevolezza, che è durato un bel po’ e durante il quale è successo tutto e il contrario di tutto, mi sono ritrovata sempre più spesso a chiedermi quale fosse il vero motivo del suo declino. Cos’è che spaventa tanto le persone quando si parla di matrimonio? 

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Voglio dire, una coppia consolidata nel tempo e temprata da mille avversità può di certo affrontare il tumulto emotivo della preparazione di una festa di nozze. Un legame solido come la quercia resterebbe tale con o senza un pezzo di carta che ne determina il riconoscimento ufficiale di fronte alla società e/o di fronte a Dio. Allora cos’è che spinge le persone ad allontanare l’idea di sposarsi? E perché a volte si arriva addirittura a non poter affrontare l’argomento? Ora, in qualità di moglie, mi rendo conto della risposta: il matrimonio terrorizza la gente perché per farlo funzionare bisogna cambiare le regole, e da quand’è che le persone sanno riconoscere il momento giusto per affrontare il cambiamento? E’ più facile idealizzare l’intera faccenda del matrimonio e nascondersi dietro al sogno di una grande festa in riva al mare, di un diadema costellato di brillanti e di un vestito d’alta moda con una linea non troppo vintage ma abbastanza vintage da permettere agli invitati di paragonarti a qualche diva di Hollywoood o a una modella di Dior. In un attimo ecco che nascono mille blog pieni di consigli per le bride-to-be, scritti da aspiranti wedding planner che sognano di guadagnare milioni arrotolando nastri di seta intorno a minuscoli segnaposto a forma di cuore. In un attimo l’idea di essere delle spose ci sembra più attraente dell’idea di essere mogli. Spezzando una lancia in favore di tutte le donne del pianeta, posso dire che non è totalmente colpa nostra. Il cinema non ci ha aiutato neanche un po’ a mantenere i piedi per terra e a guardare alla cosa dalla giusta prospettiva. Ma il fatto è che è così che spesso ci si rapporta a tutta questa storia del diventare marito e moglie.

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Ma dopo che succede? Seguendo la scia del grande sogno, il dopo party dovrebbe essere tutto un susseguirsi di cene romantiche, colazione a letto, rose rosse, diamanti a sorpresa, sesso fantastico e fughe all’alba fuori dal letto per andare a lavarsi i denti, per poi tornare sotto le coperte e fingere di svegliarsi con l’alito mentolato. Sapete una cosa? Queste storie da principessine disney ci manderanno al manicomio! O, più probabilmente, da un avvocato divorzista. La realtà, ladies, non è così. Gli sposini freschi freschi fanno ancora le stesse cose che facevano una settimana prima di sposarsi, litigano ancora sulle scemenze e si svegliano tardi con aliti da sciacallo. Perché mai una coppia dovrebbe cambiare totalmente solo perché si è sposata? E’ questa corsa alla perfezione, questa mole di false aspettative costruite su un sogno, che ci fa sfuggire dai momenti di felicità veri, tangibili, che ad un tratto non ci bastano più o che non riusciamo più a vedere. Ora capisco perché tutti pensano al matrimonio come ad una catastrofe e fanno quella faccia quando notano la fede al mio dito: chi vorrebbe mai cadere volontariamente nella trappola del per sempre felici e contenti? Quale essere umano con un briciolo di cervello accetterebbe di vivere sotto il peso di regole di felicità impossibili? Il matrimonio come ce l’hanno fatto vedere le celebrità e i cartoni animati è uno schema di vita inapplicabile alla natura umana, di per sé contraddittoria e difficile.

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Detto questo, io sono ancora all’inizio. Sono sposata da cinque minuti e non so ancora niente di questa roba. Ma negli anni, l’unico dogma a cui ho potuto tener fede è costruirsi le proprie regole. La mia felicità non può adattarsi a dei requisiti prestabiliti. Io e G. abbiamo i nostri trascorsi, il nostro modo di affrontare i problemi, il nostro modo di dimostrarci quanto ci amiamo. Non ci siamo ancora abituati a tutto questo e non facciamo finta di essere sposini provetti davanti agli altri, facciamo ancora fatica a calarci nei ruoli del marito e della moglie. Perché dovremmo avere paura di ammetterlo? Questo ci rende forse meno uniti rispetto a una coppia che fa sfoggio delle reciproche attenzioni come se dovessero essere esaminate da una giuria? Litighiamo ancora come prima, forse anche un po’ più di prima, perché ora abbiamo bisogno di tempo per adattarci al cambiamento e per costruire il nostro schema. Noi non siamo sposini. Noi siamo noi. Lo siamo come mai prima. Ora ci svegliamo insieme e ci addormentiamo insieme. Al mattino non ci sono mazzi di rose, non ci sono diamanti chiusi in piccole scatoline di velluto blu, non ci sono weekend a sorpresa a Parigi. Lui si incazza perché io butto la carta nel secchio della plastica e io mi incazzo perché lui bagna il pavimento del bagno quando fa la doccia. A volte capita di non ascoltarci con attenzione, ma non lo facciamo mai per noncuranza. Sappiamo leggere l’uno sulla faccia dell’altro e ci parliamo con gli occhi quando siamo di fronte agli altri. E ci crediate o no, siamo felici così.

Questi siamo noi. Noi funzioniamo così. 

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5 comments

  1. Ascoltare l’altro, senza tuttavia senza dimenticare di essere se stessi e continuare a parlare sempre, anche litigando, se necessario. Silenzio, mai!
    Ecco un consiglio, se lo gradisci, da una che è sposa da un numero imprecisato di anni ed è ancora contenta di esserlo 🙂

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  2. nel mio matrimonio non ci sono ruoli! io maneggio il trapano e il cacciavite e Il Tuttopensare legge per me, ogni sera, il libro ad alta voce, da oltre 23 anni 🙂 Il matrimonio non ci ha cambiati, non abbiamo nuove o vecchie regole da adattare, crediamo nelle rispettive debolezze e ci sosteniamo incondizionatamente 🙂 Non esiste perfezione, ma errori da comprendere e superare. La vita è bella, se la si costruisce inisme ha un valore aggiunto.
    Buona vita a voi, sempre.
    Sally

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