La danza della pioggia

Niente. Vi avrei anche scritto qualcosa di stupido sul natale e sulle emozioni contrastanti che suscita ogni anno e altri cazzi, ma la verità è che ho avuto da fare. Ho avuto così tanto da fare che non mi sono nemmeno accorta del natale. Come vi è andata quest’anno? Alla fine che avete fatto a capodanno? Io ho passato un sacco di tempo a fare cose che non mi piacciono e adesso vorrei solo che fosse ferragosto. Vorrei trovarmi su una spiaggia piena di luci e indossare una gonna a ruota da far svolazzare mentre ballo.. Alla fine, dopo quasi due mesi, è arrivata la pioggia, mentre nell’intimità della mia stanza sbattevo i piedi a terra e agitavo le braccia.. Avevo messo Such A Shame dei Talk Talk e l’intro mi fa sempre pensare all’Africa..con quel barrito dell’elefante e tutto il resto. La faccia di Mark Hollis mi ricorda un po’ quella di Pierino..succede solo a me?

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Questa stanza è stata testimone di innumerevoli momenti di sclero. Solo qui dentro mi sono sentita libera di dire quello che mi pareva, di piangere, di ridere per cazzate, di fare smorfie allo specchio, di improvvisare discorsi che poi non ho fatto mai, di cantare come se i muri fossero spessi dieci metri, illudendomi che nessuno mi sentisse. Più di ogni cosa, mi è sempre piaciuto darmi a danze scomposte. Non ho mai saputo ballare: sono un pezzo di legno e mi sento in imbarazzo anche solo al pensiero di ballare davanti a qualcuno. Eccezion fatta per i concerti.. Ma nella mia stanza non esistono regole o imbarazzo. Chiusa la porta, non esiste nient’altro. Metto su un disco o accendo Spotify e mi torco come un’anguilla, salto e sbatto i piedi, sciolgo i capelli e li faccio girare, guardo il mio riflesso nei vetri delle finestre chiuse e mi piaccio! Mi piace il mio fisico stupido e paffuto che in quel momento non deve adattarsi a nessuno, non deve piacere a nessuno. Mi sento libera. Mi guardo la schiena mentre volto le spalle allo specchio, le gambe e le braccia mi sembrano più lunghe, i fianchi stavolta si muovono, non sono più un pezzo di legno! Non sento nemmeno più il freddo dell’inverno o i pensieri o il telefono. Non esiste nient’altro. Solo i miei movimenti scomposti e sbagliati.

Poi internet s’è ingrippato e niente più danza della pioggia. Ecco fatto, si ritorna alla normalità.

Buon 2016 a tutti i ballerini solitari del mondo.

S.

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5 comments

  1. Io vorrei sempre che fosse ferragosto! Odio il freddo, la neve e anche la pioggia, se troppo insistente. Amo però la nebbia e la pioggerellina leggera.
    Poi ho un’abitudine simile alla tua: stonata come una campana, mi diletto a cantare a squarciagola in auto nelle zone isolate o in autostrada con la musica (metal) a palla.
    Stiamo bene, mi hanno detto.

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  2. Mi sono rivista molto nel comportamento da camera…anch’io quando sono fuori da qualunque parte non so ballare ecc, ma appena entro in camera mia e accendo lo stereo con la musica divento (ai miei occhi) la persona più disinvolta nel ballo di tutti i tempi! X)

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