La Galleria degli Imbecilli Vol. 4

Avevo voglia di tornare. Mi è mancato questo inanimato angolo di internet in cui chiudere le cazzate a cui penso quando dovrei impegnarmi a fare altro. Perciò ho deciso di tornare con un classico: il quarto capitolo della rubrica in cui -aimè- ci rivediamo più spesso. Largo agli imbecilli del giorno!!!

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Dopo quello che è successo a Parigi, non si è capito più niente: chi lancia allarmi a destra, chi chiude frontiere a sinistra. L’Europa sembra aver improvvisamente scoperto l’esistenza di una cosa così destabilizzante come la guerra. Più precisamente, l’opinione pubblica -che ormai si concretizza solo negli status di fb/twitter- si è frantumata in piccoli gruppi di fanatici che assomigliano sempre di più a dei veri e propri istituti di discredito. Ognuno di loro ha un motto, un leader politico da fare a pezzi e una mission.

Gli allarmisti

Persone in preda alla noia, fortemente dipendenti dalla sensazione di pericolo generale -quella sensazione di romantica malinconia dei film ambientati durante le guerre mondiali, in cui i giovani innamorati proclamano in tono solenne e sguardo lontano che tutto si perdona in tempo di guerra-. Continuano ad alimentare il panico lanciando falsi allarmi bomba nella speranza di ricreare un’atmosfera di affiatamento o di estirpare definitivamente dalla società i soggetti su cui già normalmente incombe un’ombra infamante (vedi Gli eletti). Motto: IL MONDO è IMPAZZITO. Leader politici fatti a pezzi: TUTTI.

Gli eletti

Quelli che hashtaggano prayforparis e esibiscono la bandiera francese ma che non vedevano l’ora che qualcosa di devastante arrivasse ad alimentare l’odio già incontrollabile verso gli immigrati, piaga sociale, onda anomala, capro espiatorio di un paese che ha trovato finalmente una giustificazione per tutto: crisi economica, mancanza di lavoro, tasse salate, criminalità, puzza sugli autobus, e ora anche attentati terroristici. Motto: SALVINI AVEVA RAGIONE. Leader politici fatti a pezzi: TUTTI GLI ALTRI.

I disfattisti

Sventolano lentamente la testa a destra e sinistra in un loop senza fine mentre i telegiornali annunciano le misure di sicurezza (che sembrano essere sempre ad un livello più alto del giorno precedente, ci avete fatto caso?). Sono scettici, non hanno paura di ammetterlo e fanno parecchi proseliti tra gli allarmisti (vedi sopra). Motto: TUTTO INUTILE. Leader politici fatti a pezzi: TUTTI –che parlano a fare? è ❝Tutto inutile❞-.

Gli psicanalisti

Tornati di gran moda negli ultimi tempi, portano il ciuffo un po’ trascurato e occhiali da vista spessi come i doppi vetri alle finestre. Non possono più pontificare sulla società in frantumi esibendo la studiatissima posa da intellettuale perché nessuno esce più di casa a causa degli allarmi lanciati dagli allarmisti (vedi sopra), quindi si danno da fare su facebook, sfornando status gonfi di cinismo e disprezzo verso chiunque. Motto: CHI SCRIVE PRAYFORPARIS/ CHI NON SCRIVE PRAYFORPARIS/ CHI METTE LA BANDIERA FRANCESE/ CHI IRONIZZA SULLA BANDIERA FRANCESE/ CHI CONDIVIDE Niggas In Paris DI KANYE WEST/ CHI CONDIVIDE CITAZIONI DELLA FALLACI/ CHI NON CONDIVIDE ABBASTANZA CITAZIONI DELLA FALLACI/ CHI SI MOSTRA VULNERABILE/ CHI SOTTOVALUTA IL PERICOLO/ CHI è RAZZISTA/ CHI NON LO è ABBASTANZA è UN’IDIOTA. Leader politico fatto a pezzi: BARACK OBAMA.

 

In tutto questo i giornali si divertono a scrivere titoli per alimentare ognuna di queste paranoie e quindi l’intero circolo vizioso. Alla fine dei conti quasi nessuno sa con precisione cosa stia succedendo, brancoliamo alla luce delle candele accese in memoria dei caduti. Improvvisamente un video postato da whymaps in cui si spiega il terrorismo in otto minuti fa tre milioni di visualizzazioni nel giro di qualche giorno. Nessuno sa, tutti parlano, tutti scaricano la colpa su qualcuno. Ma cosa c’è veramente dietro questa crisi di insicurezza? In molti confondono la necessità di prendere una posizione con il bisogno di una certezza, ma Luciano De Crescenzo, in Così parlò Bellavista, diceva che «le persone con i dubbi sono sempre meglio di quelle con le certezze, la fede incrollabile, perché la fede è sempre violenza». E’ proprio questo il sottile, inquietante, legame che ci accomuna alle popolazioni dei paesi temuti: la fede incrollabile. Cosa fare per spezzare questo legame? Andiamo a riprendere i libri, cominciamo a capire da dove è partita la crepa, i motivi per cui siamo arrivati a questo punto. Se il mondo impazzisce e gli stati si minacciano guerra mentre noi non sappiamo che fare, come potremmo prendere una posizione? Su cosa fonderemmo le nostre certezze? La testardaggine non si batte con la testardaggine.

 

 

 

 

 

 

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4 comments

  1. Vorrei aggiungere i dietrologi, quelli che “eh chissà come mai proprio ora, per avere il pretesto di fare la guerra…”.

    Benedico ogni giorno l’esistenza di costoro che mi aprono gli occhi alla verità, ah! Se non mi svelassero le insidie nascoste dietro lo spazzolino da denti, strumento creato dalla lobby dei dentisti (l’uomo delle caverne mica aveva l’oral b, scusate???)!…

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    • ahhahahah è vero!! Come ho fatto a dimenticare una categoria che ha fatto la storia!!!! La modernità mi ha distratta, ho dimenticato i vecchi tempi dei dietrologi che condannavano le case farmaceutiche, causa di ogni male! Ti ringrazio 🙂

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