AAA Cercasi Eroi – Vol. 2

Il mondo è impazzito.

Horgos, al confine tra Serbia e Ungheria. (Christopher Furlong/Getty Images)
Horgos, al confine tra Serbia e Ungheria. (Christopher Furlong/Getty Images)

 

Quando una nazione va in crisi le notizie si mischiano, si filtrano, e la verità sembra irraggiugibile. Quando è un intero continente ad entrare in crisi, paradossalmente, la verità diventa evidente. Cosa sta succedendo? Succede che una quantità interminabile di immigrati siriani, iracheni, iraniani e chi più ne ha più ne metta, si sta spostando verso i paesi europei in cerca di salvezza. Molti di quei migranti vengono dai cosiddetti paesi in guerra e molti da paesi che dovrebbero essere pacificati, ma che in realtà sono totalmente asserviti alle milizie dei paesi confinanti oppure abbandonati a se stessi, in un silenzio fatto di famiglie smembrate e cadaveri di case. Arrivati a questo punto la gente tenta il si salvi chi può: spendono i risparmi accumulati per giocarsi l’unica carta che hanno con i trafficanti e imbarcarsi nel loro probabile ultimo viaggio. Quello che non sanno è che la loro guerra comincia in Europa. E qui arriviamo al punto. L’Europa in poco tempo è diventata solo un groviglio di stati indipendenti in cui l’unica legge sembra essere quella della strada: meglio a te che a me. La Merkel non la smette più di ripetere che chi viene da un paese pacificato non ha il diritto di restare in Europa e Renzi parla di abbattere muri, mentre chi aveva aperto le frontiere ora le ha richiuse perché a rischio esplosione e chi potrebbe agevolare il passaggio, come l’Ungheria, racconta ai migranti che li sta portando in Croazia mentre li fa salire sui camion diretti ai centri di accoglienza oppure lascia che si ammucchino in strada nel tentativo di passare per pestarli ben bene e togliersi questo sfizio. In tutto questo, sparsi in giro per l’Europa, quelli che sono riusciti a farsi accettare da qualche stato sono bloccati in quelle sottospecie di tendopoli a prova di telecamera, senza la possibilità di potersi cercare un lavoro oppure solo in attesa di essere rispediti nell’occhio del ciclone. Mò io dico una cosa: cosa vuol dire Unione Europea? Dove sono finiti i volontari?

Non ha senso continuare a fare conferenze per denunciare la gravità del momento storico, bisogna darsi da fare! Perché gli stati dell’UE chiudono le frontiere? L’abbiamo capito che migliaia di migranti in pochi giorni sono un boccone difficile da digerire, ma chiudendo le frontiere non faremo altro che passarceli a vicenda come la pallina di un flipper. L’Europa deve assolutamente attrezzare centri di accoglienza decenti, e preparati per ogni tipo di controllo, in tutti i territori appartenenti all’Unione, e costringere questi ultimi ad aprire le frontiere per permettere ai migranti di entrare. Queste persone vengono rifiutate, massacrate, rimandate indietro, eppure sono disposte a ripetere l’enorme sacrificio per tentare ancora e ancora. Spediscono i figli in Europa per dar loro una possibilità di salvarsi, accettando il rischio di rivederli dopo anni o mai più. Voi cosa fareste al loro posto? So benissimo che gli stati non potranno continuare ad accogliere gente in eterno, ma questa è una fottuta emergenza. La priorità ora è porre fine al massacro che si sta consumando tra i nostri stessi confini. E a proposito di questo, se l’Unione Europea ha un senso, è arrivato il momento di dimostrarlo: quello che è accaduto a Horgos ieri non è accettabile. I migranti hanno preso a sassate la polizia, ok. Ma qualcuno ha una minima idea delle condizioni in cui vivono queste persone? Vagano come corpi vuoti con i loro figli in braccio da confine a confine, spinti da incerte indicazioni, e tutto ciò che trovano è un muro invalicabile. La polizia ungherese non avrebbe mai dovuto assalirli. Il loro compito era di mantenere l’ordine, e l’unica risposta alla rabbia dei migranti doveva essere il dialogo. Dopotutto è questo quello che vogliono. Non c’è una sola spiegazione valida a giustificare un gesto così meschino e, se è vero che uno degli scopi dell’UE è anche collaborare per la pace comune, l’Ungheria deve pagare per le violenze fatte con l’espulsione dall’Unione, così come ogni stato che si rifiuti di attingere alle proprie risorse per mettere fine all’emergenza.

Questa è una di quelle situazioni in cui una Maria Teresa di Calcutta o un Gandhi farebbero comodo. Succedono cose così tristi che qualsiasi tentativo di cambiamento mi sembra accettabile, anche un appello su internet. Sei un volontario? Un disoccupato in cerca di qualcosa da fare? Un filantropo? Se sei uno di quelli che per anni dice di voler partire per le missioni umanitarie ma non lo fa mai allora abbiamo l’occasione che fa per te! Queste persone vanno tutelate, curate, accolte, ma soprattutto difese, e stavolta dai nostri stessi vicini o, peggio ancora, da coloro che si spacciano per volontari per guadagnare sulla pelle dei migranti. Abbiamo il dovere morale di schierarci dalla loro parte, e questa volta dovere morale vuol dire aiuto concreto. Chiunque possa fare qualcosa per alleviare le pene di questi poveri cristi o difenderli dai soprusi, lo faccia. C’è bisogno di veri volontari, vera gente onesta. Nessuno ha più tempo per i furbi. Abbiamo bisogno di eroi.

Guardiamo in faccia la realtà: quelli potremmo essere noi.

 

 

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5 comments

  1. Tutti parlano di dare aiuto a questi immigrati, ma proprio quelli che ne parlano di aiuti agli immigrati non fanno niente per aiutarli .E poi , dimmi, come dovremmo aiutarli più di quanto li aiutiamo e tu lo ospiteresti un immigrato a casa , di cui non sai niente di niente…La questione è delicata anche perché ci sono le leggi sulla clandestinità da rispettare .
    E poi dobbiamo distinguere gli immigrati economici dai rifugiati che hanno diritto di asilo. E come se ciò non bastasse tutti vogliono andare in Germania, in Francia e in Finlandia…. etc. etc.

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    • E’ verissimo: tutti parlano di aiuti e nessuno alza un dito, e io sono la prima! Vivo in un paesino dove a stento si conosce la definizione di immigrato e gli orrori che quella gente sta sopportando non potrebbero essere più lontani da me. Ma con aiuto non intendo asservimento totale, ma azioni concrete per fare in modo che le istituzioni che sono state create per risolvere l’emergenza lo facciano davvero, e nel modo più pacifico. Un esempio? I finti volontari che partono per l’est europa potrebbero smetterla di farsi pagare fior fior di quattrini per trasportare illegalmente i migranti, oppure i residenti nei luoghi degli scontri di ieri potrebbero dare una mano alle organizzazioni umanitarie insufficienti e tentare una mediazione tra polizia e masse. Io non so se tutto questo possa essere d’aiuto e sono cosciente dell’esistenza delle leggi. Non dico “ospitiamoli tutti senza fare domande”: dico “salviamogli la vita, e poi facciamo domande”.

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  2. Qui in Germania non li fanno lavorare, almeno per ora, perché è vietato dalla costituzione . A ottobre dovrebbero cambiarla. Nella nostra città sono arrivati circa 200 rifugiati e sono stati letteralmente sommersi di doni dai cittadini. Stanno anche approntando una caserma per prenderne altri ma il dubbio è di come integrarli: lingua, usi e costumi. Io da italiano con un buon inglese ho faticato parecchio il primo anno. Il caos regna sovrano … Vedremo

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