La galleria degli imbecilli Vol. 2

Dopo il successo del Vol. 1, la rubrica che omaggia la stupidità umana torna con un paradosso della modernità, con il resoconto dei rapporti sociali nell’era dei droni, con una specie di squallido revival e un inaspettato interrogativo, rimasto per troppo tempo inevaso: esistono ancora i bulli?

Oggi ho letto un articolo che diceva Episodio di bullismo a Isernia: 17enne pestato perché Venafrano. Per farvela breve, questo ragazzo sopporta calci pugni e via dicendo da mesi solo per essere nato e cresciuto in un’altra cittadina, a pochi chilometri da quella in cui frequenta il liceo. Ora, tralasciando la collocazione geografica dei due paesini che pochi tra voi conosceranno, il punto è questo: rivalità tra paesi, specialmente in realtà un po’ isolate e parecchio arretrate come quelle da cui vengo io, ce ne sono state sempre. Non si sa nemmeno più il motivo, risalente spesso all’era della pietra, ma ci si odia, ci si affibbiano soprannomi ingiuriosi e imbarazzanti, ci si riunisce in branchi uniti da uno stupido senso di appartenenza fondato sul disprezzo per gli altri. In questo non ci siamo discostati molto dai primitivi. Come è facile prevedere, si arriva spesso alle mani, specie tra ragazzini che non vedono l’ora di sentirsi degli eroi. La cosa si fa seria quando succede in una scuola, oggi, nel 2015. Si, lo so, è facile dire “nel 2015 succedono ancora certe cose?!“. Però se ci riflettete..

Cresciamo e viviamo in una realtà che ci da ogni mezzo possibile per creare un contatto col mondo. Anche nascere in una frazione di campagna non è più così limitante come lo era una volta, e non è necessario andare tanto in là negli anni: sembra impossibile ma quindici anni fa non avevamo nemmeno la metà degli strumenti che sto utilizzando io ora. Non abbiamo più la scusa della società chiusa e arretrata: noi viviamo in costante confronto con gli altri, con altri paesi, altre città, altri continenti! Forza! Sveglia!! Abbiamo passato tutti gli anni ’80 e ’90 a guardare i film della domenica pomeriggio: non abbiamo imparato niente da Buzz di Mamma ho perso l’aereo? Abbiamo dimenticato Biff Tannen di Ritorno al futuro? Loro non prendevano a calci nessuno ma erano odiosi lo stesso. Cosa ci può essere di più odioso, stupido e insensato di un moderno Biff Tannen che quando mena ci va giù pesante e magari viene anche coperto dai genitori o dalla scuola che frequenta?

Ai vari professori, presidi, bidelli, supplenti, insegnanti di sostegno: toglietevi le dita dal naso e aprite gli occhi! Occupatevi delle giovani menti che le famiglie vi affidano: voi avete una grande responsabilità e dovreste andare ogni mattina a lavoro con il senso del dovere di chi parte per le missioni umanitarie, e invece arrivate in ritardo, vi imboscate nei bagni come i ragazzini, non rispettate i programmi, giocate a fare i cristi onnipotenti con i figli di nessuno e gli agnellini ammansiti con i signorini delle buone famiglie del paese. Date tutto il cattivo esempio possibile e passate il tempo a ingioiellarvi, a parlare male dei colleghi e a voltare lo sguardo quando qualcuno subisce dei soprusi. So bene –purtroppo– che in certe piccole sperdute realtà, per essere rispettati e divinizzati basta avere il cognome giusto e dire di avere il posto fisso in un liceo che vanta studenti da tutta la provincia. Ma quando un giorno arriverà anche il vostro momento di tirare le somme su quello che avete costruito e la persona che siete stati, cosa potrete rispondere a voi stessi?

Ai ragazzi: parlate. Parlate! Non tenetevi tutto dentro. E non sentitevi inferiori o colpevoli, come se in qualche modo meritaste una punizione per essere voi stessi. Prenderle da un ragazzino è una cosa assurda. Mi correggo: prenderle da CHIUNQUE è una cosa assurda. Esporre il problema non vuol dire farsi dei nemici o creare preoccupazioni alla famiglia: esporre il problema vuol dire trovare una soluzione.

E voi? Avete mai avuto esperienze del genere? Siete mai stati bulli o vittime dei bulli? Che consiglio vi sentireste di dare a quel diciassettenne? 

Ps. Ai bulli: se proprio vi scappa di fare i tipi gagliardi, prendete esempio da chi, senza alzare mai un dito contro nessuno, riusciva ad essere sempre il più figo del gruppo, della scuola, del mondo!….

Fonzie-drive-in

Hey..!

Advertisements

8 comments

  1. Ciao, non posso non essere d’accordo sulla scelta di includere questa gente nella galleria degli imbecilli. Io vengo da Pisa, dove la rivalità con Livorno è spesso palpabile, quindi confermo quello che dici. Tuttavia aggiungo una cosa: spesso diamo eccessiva importanza al ruolo educativo della scuola dimenticando che la prima educazione deve darla la famiglia. Mi viene in mente un episodio di alcuni mesi fa sul quale scrissi un post sull’onda del conseguente conato di vomito. Un ragazzino rischiava la vita perché l’amico, per fare “un gioco senza malizia” (come è stato definito dalla madre del delinquente) gli aveva infilato un compressore nell’ano. Quando sento genitori che giustificano l’operato di figli delinquenti, quando sento famiglie di ragazzi morti mentre assaltavano camionette dei carabinieri, quando mi trovo davanti padri che prendono alla leggera il fatto che i loro figli abbiano violentato una coetanea… beh, mi viene da pensare che se questi ragazzi fossero meno spalleggiati dalle famiglie si sentirebbero meno sicuri nel loro ruolo di bulli, delinquenti, chiamiamoli come vogliamo.

    Liked by 2 people

    • Anch’io non posso non essere d’accordo con te: il ruolo della famiglia è il più influente. La scuola deve vigilare e insieme insegnare ai ragazzi a trovare i proprio valori e a rispettarli anche fuori dal proprio angolo. Ma la famiglia è la prima cosa che uno vede quando nasce, la prima cosa a cui ci si rapporta. Quelli che giustificano sempre, incondizionatamente, i figli, sono gli stessi incoscienti che a loro volta venivano sempre giustificati. Più vado avanti e più mi convinco che ci vorrebbe una perizia psicologica e un corso di preparazione per chi vuole diventare genitore.
      Grazie per aver commentato 🙂

      Liked by 2 people

      • Io aggiungo che ci vorrebbe sempre e comunque quantomeno un “concorso di colpa” o roba simile per chiunque giustifichi direttamente o indirettamente un crimine. I crimini vanno condannati. In alternativa preferisco (e comprendo) il silenzio di chi si rende conto che un familiare ha compiuto un atto illegale.
        Grazie a te per aver toccato un tasto così delicato! 🙂

        Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s