Fenomenologia dello spirito P/E 2015

 

alias “Come ti illudi che la primavera sia la tua chance per diventare una persona migliore”.

-scusate, prima o poi dovevo scrivere qualcosa che iniziasse con fenomenologia di.. Mo’ lo fanno tutti, vuoi vedé che non lo posso fa io-6

E’ primavera. Il mondo ci sorride. I fiori esplodono di colore, gli innamorati passeggiano sotto il primo sole di marzo e gli internauti si dividono, come ogni anno, nei due grandi blocchi degli amanti della vita e degli allergici cinici. Io faccio decisamente parte di quest’ultimo. Sono profondamente radicata nell’arido terreno del cinismo e, pur non essendo allergica, sento un inspiegabile fastidio all’altezza del petto quando cominciano le belle giornate. Non è che sono allergica alla vita, eh. E’ solo che mi riesce difficile sopportare tutta questa ondata di ottimismo che mi circonda, tutto a un tratto, solo perché è uscito il sole. Mi fa subito pensare che siamo esseri troppo condizionati, troppo suscettibili al cambiamento, subordinati alle condizioni meteorologiche, per cui basta un niente per essere tristi, per essere felici, un niente che viene sempre da qualcos’altro, qualcosa di esterno, di ingovernabile, fuori da noi. La primavera è come la pubblicità. E’ come la televendita del set di 12345000000 coltelli affilatissimi e bellissimi che senti il bisogno di comprare anche se sai che non userai o che ti faranno spendere 2132456600000 euro. Li compri e li tieni in cucina. Non li usi però ti piace guardarli, tenerli per bellezza, e così ti illudi che la tua casa sia più bella, e sei felice. Che ragionamento è? Fino a tre giorni fa eravamo incazzati col mondo, con la faccia grigia come l’asfalto e la tosse secca da vecchia. Ora tutti camminano trotterellando e dispensando sorrisi. Invece io mi sento come il gufo di Bambi. (ricordate? il vecchio gufo che sbroccava con i piccoli abitanti del bosco, che non facevano altro che cantare cantare cantare tutto il giorno. Avrei sbroccato pure io. Vecchio gufo qui). Al primo che dice di sentirsi rigenerato e speranzoso per il futuro mi viene voglia di dire che si, c’abbiamo ancora le polveri sottili e la crisi economica e che no, non manterrai fede ai tuoi buoni propositi per la bella stagione nemmeno quest’anno, perché sei sempre la stessa persona di tre giorni fa e le cose sono ancora le stesse. Al massimo ora i panni si asciugano più in fretta e puoi cominciare a uscire di casa senza lo scafandro da palombaro. Ma sei sempre lo stesso. Mi viene sempre voglia di dirlo e non lo faccio mai. E perché? Perché -imbarazzante ammissione- anch’io sono così. E non riesco a smettere. Appena esce il sole e le giornate si allungano, quell’assurdo senso di speranza mi invade l’anima e improvvisamente mi sembra che ogni ostacolo sia superabile, che ogni occasione sia stata inventata per me e che la vita fino ad ora vissuta sia stata solo la splendida rampa di lancio per questo momento, per il cosiddetto nuovo inizio che -preparatevi, questa è tosta- non arriva mai! E’ fantascienza! Forse per questo il povero vecchio gufo era così avvilito. Non riusciva ad arrendersi al flusso di demenza primaverile che rende tutti felici. Allora la primavera non è come la pubblicità. E’ come il vino. Ti colora le guance e ti ubriaca.

Ps. Prepariamoci.. il 29 torna l’ora legale: farà buio un’ora più tardi. Raggiungeremo il livello di ebbrezza totale. Saremo sbronzi.

 

 

 

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7 comments

  1. Disincantato e divertente il tuo articolo, mi è proprio piaciuto! Hai ragione da vendere eppure, appena la primavera si affaccia, anch’io mi sento “rigenerato e speranzoso per il futuro”. È inevitabile e, lasciami dire, è anche una fortuna!

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  2. Buonasera, mi ha incuriosito il titolo del tuo blog e sono passato per vedere di che si tratta
    (veramente dovrei dire per ricambiare la tua visita ma sono poco adatto a fare cose cosi).
    Non mi sembri cinica, razionale semmai e anche un po’ ironica. Sono sicuro che in segreto la scena del film di Disney cui fai riferimento ti ha fatto sorridere di cuore….ma non si dice.

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